G8, USA: nel comunicato finale NESSUN OBIETTIVO GLOBALE SUL CLIMA
Rostock, 6 giu. (Apcom) - Almeno sul fronte - caldissimo - del clima, il G8 di Heiligendamm nasce già morto. Parlando alla stampa a poche ore dall’inizio del summit, uno dei responsabili americani per i temi ambientali, Jim Connaughton ha precisato che contrariamente a quanto chiesto dalla Germania, il comunicato finale del G8 non stabilirà alcun obbiettivo globale a lungo termine per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di gas da effetto serra.
Per gli Usa, ha ribadito Connaughton, tale obiettivo potrà essere stabilito solo nei prossimi 18 mesi in discussioni con tutti i principali paesi responsabili del fenomeno. “Non abbiamo ancora avviato le discussioni co Cina, India, Brasile, Messico, Sudafrica, Australia, Corea del Sud e altri importanti paesi e fintanto che non avremo trovato un punto di consenso tra tutti non ci sarà alcun obbiettivo collettivo”.
Una doccia fredda, sia per il cancelliere tedesco Angela Merkel, sia per il premier britannico uscente Tony Blair che proprio oggi, in un’intervista al Guardian, si era detto convinto di poter convincere il Presidente Usa George W. Bush a sottoscrivere un accordo sui cambiamenti climatici, nell’ambito del programma delle Nazioni Unite, nel corso del vertice del G8 che si apre oggi a Heiligendamm, in Germania. “Gli americani voglio essere certi che Cina e India siano parte dell’accordo”, dice Blair nell’intervista. “Ritengo che l’annuncio fatto dal Presidente Bush la scorsa settimana sia significativo e importante e che sia assurdo interpretarlo diversamente - ha aggiunto - dall’altra parte occorre ora svilupparne il contenuto”.
Il premier britannico afferma di voler chiudere il suo ultimo G8 con un documento finale che contenga l’impegno degli otto paesi più industrializzati e dei cinque in via di sviluppo per ridurre del 50% le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. “Gli elementi chiave di questo accordo sono prima di tutto l’ammissione che il clima sta cambiando in maniera pericolosa a causa delle attività umane - sottolinea Blair - quindi abbiamo bisogno di un accordo globale che coinvolga gli attori principali, tra cui America e Cina, e che il nocciolo di tutto questo sia un obiettivo globale per una sostanziale riduzione delle emissioni. Io credo sia possibile arrivarci”.





